12. COSTITUZIONE MEMORIA DEL 14 marzo 2013 LA VERITA' e LA REAZIONE VIOLENTA MARCIANO DI PARI PASSO.


COSTITUZIONE MEMORIA DEL 14 marzo 2013 
LA VERITA' e LA REAZIONE VIOLENTA MARCIANO DI PARI PASSO 


Con ricorso depositato in data 21 dicembre 2012,la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma adiva l’intestata Autorità, chiedendo nominarsi un amministratore di sostegno “per Paolo Ferraro”; ricorso notificato all’interessato ed alla Dott.ssa Patrizia Foiani in data 28 febbraio 2013 (cfr. ricorso passivo notificato, con comunicazione ex art 140 c.p.c.).
A sostegno del ricorso, la Procura di Roma deduceva che il Dott. Ferraro sarebbe stato dispensato dal servizio dal C.S.M., durante la seduta del 6 dicembre 2012; che tale provvedimento trarrebbe origine dal fatto che il Dott. Ferraro avrebbe posto in essere delle condotte “gravemente anomale”, tali da comportare, “allo stato degli atti e dell’istruttoria fino ad ora svolta, un grave pregiudizio per l’espletamento delle gravi funzioni requirenti in modo corretto, conveniente ed efficace”; soggiungendo che dagli atti trasmessi dal C.S.M., e in particolare dalle relazioni prodotte dal C.T.U. e dai periti di parte, risulterebbe che il Dott. Ferraro sarebbe affetto da “disturbo misto della personalità, connotato da tratti paranoicali, ossessivi e narcisistici, senza la predominanza di alcuno, con accentuazione di aspetti interpretativi e distorsioni della realtà”, e che necessiterebbe di “indispensabili ed adeguati trattamenti farmacologici e psicoterapeutici”; prosegue poi asserendo che l’esordio della “sintomatologia di un delirio strutturato a contenuto persecutorio” (?) non sarebbe recente, in quanto il Dott. Ferraro sarebbe stato ricoverato, dal 21 maggio al 6 giugno 2009, con proposta di T.S.O. convertita in T.V.S., nel reparto di degenza della U.O.C. di psichiatria dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, dove è stato poi seguito fino al 29.01.2011 e sottoposto a terapia con neurolettici atipici a rilascio prolungato e stabilizzanti dell’umore.
Prosegue poi il ricorso con l’affermazione che il Dott. Ferraro sarebbe stato successivamente in più occasioni sottoposto a visita psichiatrica dal Prof. Giovanni B. Camerini di Roma, il quale gli avrebbe prescritto periodici colloqui di sostegno intervallati da supporti farmacologici; che “i tratti paranoidei ed ossessivi di detta persona possono essere legati oltre che a scompenso psicotico anche a numerose conflittualità familiari ed ambientali, nonché ad eventi lavorativi stressanti”; che nel corso dell’attività istruttoria svolta dalla Commissione del Consiglio Superiore “le lamentate manifestazioni psicologiche del Dott. Ferraro sono rimaste presenti, apparendo nello stesso un’evidente alterazione dell’ideazione e dunque l’incapacità di formulazione di giudizi appropriati corretti ed alieni da presupposti fallaci”; che “tale paziente trovasi al momento in uno stato di fragilità psichica tale da ravvisare la necessità di interventi di sostegno idonei a garantirgli adeguata protezione”; dichiarava quindi di ritenere opportuno la nomina di un amministratore di sostegno “a favore del Dott. Paolo Ferraro”, specificando che “tale misura, in ragione della sua flessibilità, costituisce strumento idoneo a sopperire, per quanto possibile, a tutte le carenze di una persona che per qualsiasi ragione – infermità o altra menomazione – si trovi nella impossibilità di provvedere ai propri interessi, rappresentando per la stessa una garanzia a tutela di interventi di sostegno temporaneo o permanente in relazione alla carenza totale o parziale di autonomia che può verificarsi nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana”; specificando che “l’intervento di sostegno deve rispondere alla finalità di garantirgli una rete di assistenza, con la minore limitazione possibile della sua capacità di agire”, ritenendo “necessaria l’adozione di provvedimenti urgenti, afferenti specificamente la gestione degli aspetti medico – legali, diretti ad assicurargli un migliore benessere e un equilibrio psicologico costante”; ravvisando “l’esigenza che detta persona sia costantemente seguita e monitorata sul versante psicofarmacologico e su quello psicoterapeutico, interferendo di volta in volta con le scelte mediche ritenute più appropriate”; evidenziando infine l’opportunità che “stante la perdurante presenza di problemi di salute che hanno determinato la cessazione dell’esercizio delle funzioni di magistrato, che siano avviate le procedure burocratiche al fine di verificare anche se il Dott. Paolo Ferraro versi in una condizione psico – fisica che gli possa dare diritto alla erogazione a suo favore di un assegno di invalidità civile ovverodi una pensione ordinaria di inabilità lavorativa”.
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Con il presente atto si costituisce in giudizio il Dott. Paolo Ferraro, così come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato, contestando in radice la legittimità e la fondatezza del ricorso depositato dalla Procura di Roma nei suoi confronti, chiedendone sin d’ora la reiezione, con l’archiviazione della procedura e la messa agli atti del fascicolo tutto previa trasmissione di copia degli atti alla autorità giudiziaria competente in ordine alla molteplice serie di reati che si evincono forniti di supporto indiziario , indiziario grave, prove indirette e prove dirette ; deducendo all’uopo quanto segue.
ECCEZIONE PRELIMINARE
Preliminarmente, e fatto salvo tutto quanto verrà dedotto in seguito sul merito dell’istanza della Procura, la difesa del Dott. Ferraro fa rilevare che il provvedimento del C.S.M. su cui si fonda il ricorso della Procura è stato ritualmente impugnato dall’odierno resistente innanzi al T.A.R. del Lazio; lungi dall’essere definitivo, il predetto provvedimento si trova attualmente sub iudice, e questa circostanza dovrebbe di per sé portare all’archiviazione della procedura, per la quale sin d’ora si insiste, fatte salve tutte le deduzioni relative al merito della vicenda.
ANOMALIE ED ABNORMITA’ DELL’OPERATO DELLA PROCURA DI ROMA
La scrivente difesa intende, sempre in via preliminare, far rilevare le innumerevoli “anomalie gravissime” che ha potuto riscontrare nel presente procedimento, prima ancora del suo inizio vero e proprio.
Preliminarmente , come il Presidente avrà modo di verificare personalmente, si rileva che al Dott. Ferraro è stato notificato il ricorso introduttivo del giudizio, in copia autentica, SENZA LA COPIA DEL PROVVEDIMENTO DI FISSAZIONE D’UDIENZA (!!!!).
Viene da chiedersi come abbia potuto la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma commettere una simile macroscopica e grave violazione non solo alle regole procedurali, ma ai diritti stessi del destinatario del ricorso, il quale è stato costretto ad una defatigante attività supplementare per cercare di avere maggiori ragguagli sul procedimento stesso, e finanche sapere il numero di ruolo del procedimento (!); la data esatta e l’ora del medesimo (!!!!), il Giudice innanzi al quale sarebbe dovuto comparire (!!!!!!!); etc.: invero, reperiti faticosamente e non senza dispendio di energie e di tempo il fascicolo e la documentazione prodotta, si è potuto constatare che in calce al provvedimento di fissazione d’udienza, campeggia la seguente frase, in grassetto: “Si comunichi il presente decreto al ricorrente ed al P.M.”.
Perché ciò non è stato fatto???!?
Si chiede pertanto al Tribunale adito di valutare anche la predetta circostanza, fatto salvo quanto segue.
Ma questa, purtroppo, non è l’unica anomalia riscontrata, in un procedimento che ne presenta fin troppe, di anomalie gravi.
Anche il breve lasso di tempo trascorso tra la ricezione del provvedimento da parte del C.S.M. (18 dicembre 2012) e il deposito del ricorso per amministratore di sostegno da parte della Procura (21 dicembre 2012) non manca di destare dubbi, e finanche sospetti, sulla genuinità dell’iniziativa della Procura, la quale evidentemente non ha provveduto alla disamina della documentazione tutta allegata al fascicolo del C.S.M.; né per valutare se il provvedimento fosse impugnabile, e se fosse stato impugnato (come effettivamente è stato); né per valutare se fossero effettivamente ravvisabili gli estremi, nella fattispecie concreta, per richiedere un simile provvedimento (che non sussistono affatto, come si vedrà nel prosieguo).
Questa “sollecitudine”, oltremodo sospetta, cozza vistosamente con la protratta ed ingiustificata inerzia della stessa Procura, in merito alla necessità di adozione di provvedimenti caratterizzati dall’estrema urgenza, come quando, nel maggio 2012, il Dott. Ferraro è rimasto vittima di un gravissimo episodio verificatosi sul proprio camper, prima del raccordo anulare, in conseguenza dell’improvviso afflosciamento di una ruota, che recava due vistosissimi tagli paralleli sulla parte esterna e visibile del copertone: sebbene abbia immediatamente denunciato l’accaduto, chiedendo il sequestro della ruota per tutti gli accertamenti urgenti e non ripetibili del caso, nulla è stato mai disposto dalla Procura al riguardo: né il sequestro della ruota, né alcun altro atto d’indagine. E ciò, nonostante il fatto che il Dott. Ferraro e la sua compagna, Dott.ssa Patrizia Foiani, abbiano rischiato di perdere la vita in quello che poteva diventare un “tragico incidente”(il camper, qualche mese dopo, è stato infine rubato, con tutto quello che vi si trovava a bordo).
Ma – ahimé – non finisce qui.
Dall’esame della documentazione prodotta dalla Procura infatti, si rileva che gli accertamenti anagrafici, finalizzati ad individuare i parenti entro il 4° grado, ai fini della notifica del ricorso, sono stati effettuati in data 15 novembre 2012(cfr. documentazione prodotta dalla Procura di Roma, di cui questa difesa ha già estratto copia, ad ogni buon fine: stato di famiglia della Sig.ra Silvia Canali, ove risulta coniugata con il Dott. Paolo Ferraro, e ove risulta convivente con le figlie minori Elena e Gaia Ferraro, estratto dal sito del Comune di Roma – servizi telematici in data 15 novembre 2012, alle ore 12:24 ed alle ore 12:25).
Cioè a dire, in data anteriore non solo alla trasmissione del provvedimento da parte del C.S.M. (18 dicembre 2012), ma addirittura anteriore all’adozione del provvedimento di dispensa da parte del C.S.M., e finanche al deposito della relazione del C.T.U. Dott. Cantelmi (20.11.2012).
Che cosa significa questo?
Come mai la Procura di Roma si è premurata di svolgere gli accertamenti anagrafici relativi alla persona del Dott. Paolo Ferraro in data 15 novembre 2012, allorquando non era stato ancora emesso alcun provvedimento da parte del C.S.M., e non era stata neanche depositata la nuova relazione del Dott. Cantelmi???!?
La difesa del Dott. Ferraro esige da parte della Procura di Roma ogni più ampia ed opportuna spiegazione in merito a tale gravissima ed inquietante circostanza, e richiede che vengano adottate tutte le necessarie ed opportune iniziative interne.
Peraltro anche le altre verifiche, sulla persona di Patrizia Foiani, e le successive verifiche anagrafiche su Ferraro Gaia e Canali Silvia, sono state effettuate in data 14.12.2012 alle ore 10:59, e 15.12.2012 alle ore 09:37, comunque in data anteriore alla formale trasmissione degli atti da parte del C.S.M. alla Procura di Roma (atti richiesti il 4 di Dicembre, e cioè prima della delibera finale del CSM, che avrebbe dovuto tener conto in un qualunque modo di due faldoni ed esposti memorie depositati agli atti dal Dott. Ferraro!!!!).
E ancora.
Risulta che la descrizione del nucleo familiare del Dott. Ferraro, redatto dalla Procura, sia stato trasmesso in data 30 novembre 2012, alle ore 10:50, dal sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Maria Francesca Loy a tal Dott. Loneda o Coneda (?), rispondente al n. di fax 06/39975316, regolarmente ricevuto (dal fax mittente 06/38703970), con l’annotazione: “Dott. Loneda La chiamerà per questa vicenda l’Avv. Antonia Di Maggio saluti”, con il timbro e la firma del Sost. Proc. Della Repubblica Maria Francesca Loy.
Come mai una simile comunicazione in data 30 novembre 2012, alle ore 10:50 della mattina, quando non era stato ancora assunto alcun provvedimento da parte del C.S.M. nei confronti del Dott. Ferraro?
Perché al 30 novembre 2012 la Procura aveva già elaborato il nucleo familiare del Dott. Ferraro?
Come mai in quella data ha trasmesso il nucleo familiare del Dott. Ferraro a tale Dott. Loneda?
Chi è il Dott. Loneda?
Perché in calce vi è l’avvertenza che il Dott. Loneda sarebbe stato contattato “per questa vicenda” (quale???!?) dall’Avv. Antonia Di Maggio?
Chi è l’Avv. Antonia Di Maggio, e perché ha avuto contezza di “questa vicenda” prima del Dott. Ferraro, dei suoi difensori e dell’adozione di un qualsivoglia provvedimento da parte del C.S.M.???!?
Chi sia (solo in parte) e per conto di chi operi l’Avv. Di Maggio, lo si evince dalla documentazione circa il virulento attacco patito dal Dott. Ferraro, ma vieppiù dalle risposte secche e chiare di un pool di difensori che ha respinto al mittente asserzioni criminali e gravissime palesemente contrarie ad ogni principio, e non solo a quello base di “verità” (cfr. all. …………..).
Troppi punti oscuri emergono in questa vicenda; troppe incongruenze; troppe irregolarità; troppe stranezze clamorose.
La difesa del Dott. Ferraro, sul punto, ritiene essere una priorità imprescindibile ottenere ogni più doveroso ed opportuno chiarimento del caso da parte della Procura di Roma; in assenza del quale, non è possibile nemmeno passare ad esaminare il merito – sia pure, anch’esso, non scevro da ombre, inesattezze, incongruenze e quant’altro – di questa scandalosa “vicenda”.
Come è noto infatti, il Pubblico Ministero, per la natura pubblica che lo caratterizza e per la funzione di vigilanza sull’osservanza delle leggi e sulla pronta a regolare amministrazione della Giustizia, che gli è assegnata dall’art. 73 della legge sull’Ordinamento Giudiziario, deve tenere una condotta retta e cristallina, che non dia adito a sospetti sulla correttezza e sull’imparzialità del proprio operato.
Si chiede pertanto al Giudice Tutelare adito di ordinare alla Procura istante di fornire ogni più opportuno e doveroso chiarimento del caso, in relazione a tutto quanto sopra esposto, prima ancora di analizzare il merito della domanda stessa.
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SUL MERITO DELLA “VICENDA”
Questa vicenda ha dei contorni allucinanti, grotteschi, inauditi.
Si tratta, né più né meno, dell'ultimo colpo di coda di una vicenda carica di una intensa patologia distruttiva, caratterizzata da più fronti, e oggi incredibilmente portata dinanzi al Giudice Tutelare.
Protagonista passivo il Dott. Paolo Ferraro.
Chi è?
Un magistrato certamente tra i migliori d’Italia, come emerge dalla sua nomina ultima del Dicembre 2011, fondata sul parere ( allegato 1) integralmente recepito del Procuratore Capo della Repubblica di Roma, Dott. Giovanni Ferrara; come emerge infatti dalle indicazioni fornite nei confronti del Dott. Paolo Ferraro, mediante statistiche comparative e dirette indicazioni del Procuratore Capo della Repubblica di Roma (allegato 2), sentito dal CSM nel luglio del 2010; a quella data l’odierno resistente viene descritto come un magistrato zelante, professionale, capace, mai oggetto di rilievi di alcun tipo, la cui professionalità viene indicata come indiscussa e universalmente riconosciuta.
Come obtorto collo viene ribadito nel corso di audizioni ulteriori del Procuratore Capo e degli Aggiunti convocati nel corso di una terza procedura per “inettitudine” (?!?!). Tre procedure; delle quali due sono state archiviate, una invece si è recentemente conclusa con delibera di dispensa dal servizio fondata non sul nulla, ma – ancor peggio – sulla violenta manipolazione, e su una serie di falsi ideologici che lasciano esterrefatti, perché provati de plano e per fatti concludenti.
Il suo curriculumè probabilmente ineguagliato, a tutt’oggi, in tutta la Procura di Roma; indipendente dall’età di 20 anni, già vincitore di più concorsi pubblici, laureato cum laudeall’età di 23 anni; sposato a 23 anni (età attuale della figlia Federica), assistente di diritto privato e collaboratore di rivista di diritto pubblico dell'Università degli studi di Roma, con una carriera passata attraverso vari uffici studi, legale e legislativo nello Stato ( Ministero Interno, Prefettura, Ministero dei Trasporti DG Coordinamenro e studi , ufficio legale ) e regione Lazio ( commissioni consiliari, ufficio legislativo del consiglio regionale ) ha superato il concorso in Magistratura, in terza posizione su migliaia di candidati, scegliendo come prima sede la Pretura di TERNI, all’età di 27 anni (età del figlio Fabrizio).
Sono disponibili agli atti già riversati in allegato alla memoria dichiarazione della dott.ssa Patrizia Foiani almeno 6 (sei) certificazioni, di cui una della ASL RM/E, che indica in Paolo Ferraro una persona non solo perfettamente sana, ma – ahimé – “segnata” da una intelligenza e da una capacità decisamente fuori dal comune (Allegato 3).
Agli atti sono presenti altresì quattro ( Allegato4 ) relazioni di psichiatri e psicologi che ne sottolineano doti e capacità, oltre che salute ed equilibrio, in coerenza con tutti i pareri professionali espressi dai Colleghi sulla sua persona, con le attestazioni e dichiarazioni scritte del Personale con cui lavora, con le dichiarazioni scritte della compagna con cui vive dal 2010, che lo ha affiancato in un percorso tra i più incredibili nella recente storia della Magistratura italiana.
Un percorso affollato di violenze, intimidazioni, tradimento ed accerchiamento dei “familiari”, programmatica distruzione ad opera di alcuni psichiatripericolosi criminali, inseriti in un circuito il cui rilievo ed esistenza è ormai di pubblico dominio, e suggerito, attivato e gestito da un coagulo di magistrati indicati per nome cognome unitamente alle loro condotte, ispirazioni e finalità (allegato 4 bis ).
Motore, in posizione esecutiva ma probabilmente solo comprimaria, la coniuge separata Canali Silvia, nei rapporti, con i collegamenti e con i ruoli che emergono, provati sul piano civile, dalla congerie degli atti e memoria di cui al faldone (allegato 4 ter che si rideposita ; cfr. anche registrazioni audio del 2011 in cui la Sig.ra Canali millanta non solo il dialogo diretto con il Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, al fine di intimidire il Dott. Ferraro, ma vanta la concordata cronologica di attività in danno del Dott. Ferraro, e l'averle organizzate e patteggiate con la “PROCURA”).
Compare oggi quindi davanti ad un Giudice Tutelare, non una istanza di nomina di amministratore di sostegno, ma una ciclopica vicenda criminale che lascia esterrefatto il buon senso.
Una vicenda che in realtà è oggetto di centinaia di denunce, analisi, valutazioni ormai arrivate a tutto il paese, a tutti i gangli degli apparati statuari, filtrata sino ai vertici istituzionali, della ultima memoria denuncia con allegati della dott.ssa Foiani ( Allegato 5 ) ed oggetto – com’è ovvio – di interrogazione parlamentare (allegato 6).
Il Dott. Paolo Ferraro, destituito per “inettitudine”, si presenta oggi, dopo aver già depositato ricorso al T.A.R. contro il provvedimento del CSM (allegato 7), dinanzi ad un Giudice Tutelare, dopo aver effettuato circa 60 (diconsi sessanta) conferenze in tutto il paese (cfr. allegati al DVD 8), aver posto in essere la più vasta opera di denuncia mai organizzata sistematicamente di vicende di importanza storica e strategica per il nostro paese, dopo una campagna elettorale in cui, capolista al Senato in ben 6 regioni (Lazio, Abruzzo, Veneto, Piemonte, Lombardia, Calabria) per un partito avente rilevanza nazionale, in qualità di portatore di un progetto politico economico ed istituzionale “trasversale”, ha letteralmente lasciato stupiti per incisività, rigore, lucidità, interlocutori giornalisti e politici (allegato dvd 9).
Ma come è possibile tutto ciò? Come è possibile che un Giudice Tutelare, necessariamente imbarazzato e stordito, si trovi di fronte ad un intellettuale, politico, magistrato perseguitato, uomo di altissime qualità personali e professionali, indiscusse da parte di chi realmente lo frequenti e note ad una vastissima cerchia di persone in tutto il paese???!?
Semplice. Il Dott. Paolo Ferraro è colui che ha denunciato previa analisi, registrazioni audio e – purtroppo – violente restrizioni subite nel maggio del 2009, dopo attività di accerchiamento occulto partite dal dicembre 2008 –attività esoterico-gnostiche a copertura satanista realizzate da un coagulo militare, con presenza di donne, minori e bambini nel cuore della Cecchignola, quartiere civil militare di Roma, ed è lo stesso che ha indicato chi è, come si sia mosso in modo criminale nella Procura di Roma e tramite psichiatra di apparato, per tentare di distruggerlo e azzittirlo, e poi per far proseguire e continuare l'accerchiamento.
Si tratta poi dello stesso uomo e Magistrato che ha subito e denunciato un vero e proprio sequestro di persona realizzato il 21 Maggio del 2009 che, cogliendolo sbalordito in forma di attività criminale psichiatrica, aveva l'iniziale compito “mafioso” di annichilirne volontà, lucidità e intelligenza.
Si tratta altresì di chi, dopo avere dettagliatamente denunciato tutto quello che aveva potuto ricostruire e subire (7 MARZO 2011), non ha inteso piegarsi, rimanendo Magistrato e cittadino fino in fondo, ed è andato lucidamente ed in modo determinato incontro alla persecuzione orchestrata attraverso incredibili manipolazioni, semplicemente riaffermando con la logica e la forza che gli sono pertinenti, fatti, dati, analisi connessioni a lui note, per essere sempre lui stato in servizio , anche, nel cuore della Procura romana dal 1989, ma pensando al paese ed alla legalità.
E' sempre lo stesso Magistrato ascoltato nel novembre del 2011 nella Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo sulle vicende ricollegabili agli accadimenti della caserma militare di Ascoli Piceno; è sempre lo stesso Magistrato che ha denunciato pubblicamente metodologie e tecniche scientifiche che accompagnano una realtà segreta, definita “eversione non convenzionale” nel rapporto dei ROS – Reparto Operativo Speciale dell'Arma dei Carabinieri (allegato 10), ben nota ai magistrati Pietro Saviotti e Luigi D'Ambrosio, infartuatisi entrambi nel 2012.
E’ il Magistrato da sempre affettuosamente amico di Alberto Caperna, Procuratore Aggiunto della Procura di Roma che ebbe a visionare o a conoscere l’esistenza di una relazione di servizio che concerneva il Dott. Ferraro, (allegato 11)disvelando manovre, Caperna, ulteriore Magistrato infartuatosi nel 2012..
È lo stesso Magistrato che con gli esposti – memoria al CSM in date 9 ottobre, e 3 novembre 2012, e con mail al CSM del Dicembre 2012 (allegati 12 e 13), ha ricostruito l'ulteriore congerie di fatti e prove persino inerenti la condotta illegale del CTU “nominato” dal CSM, Dott. Tonino Cantelmi, in colleganza “professionale” con il Dott. Francesco Bruno e con la cordata Luigi Cancrini, Ferracuti e – in posizione collaterale – Paolo Girardi.
In atti, anche per questo Giudice Tutelare, vi è l'ulteriore prova di un CTU – il Dott. Cantelmi, per l’appunto – che in diretta audio registrato strappa in mille pezzi i risultati di un test somministrato al Dott. Ferraro, su una presunta paranoia, smentita dai risultati del test; tramite delle consulenze (cfr. all. 13 bis, osservazioni del Dott. Alessandro Vannucci sull’incontro peritale del 30.06.2011 tra il Dott. Cantelmi e ilDott. Ferraro, ove rileva la grave irregolarità sotto il profilo procedurale e deontologico della condotta del Dott. Cantelmi) dimostra che il giudizio artefatto destinato a supportare una “condanna civile” tramite perizia falsa è talmente assurdo e inconcludente, da essere rigettabile de plano.
Tutto ciò è eufemisticamente molto più chesconcertante. Ci chiediamo, come può un organo istituzionale, dopo la denuncia dello strappo di prima batteria di TEST da parte del dott. Tonino Cantelmi, e di violazione gravissima sul piano deontologico nelle memorie – esposto (ALL 12 e 13sopra indicati), e prova audio diretta fornita circa la incredibile condotta del precitato psichiatra, non denunciare lo stesso e fare finta di niente, attribuendo alle affermazioni dello stesso una qualunque credibilità???!?
Il Dott. Ferraro è lo stesso uomo che, tradito e accerchiato dai parenti, mediante l'opera criminale dello psichiatra Luigi Cancrini, si trova oggi, famoso, riconosciuto nel paese, impegnato su più vasti e complessi fronti a doversi “difendere” da una istanza per nomina di amministratore di sostegno, a quanto consta supportata dallo stesso Magistrato della Procura addetto a rappresentante della Legalità dinanzi al Giudice civile.
E come è ulteriormente possibile tutto ciò?
Il Dott. Ferraro è lo stesso Magistrato che ha denunciato attività irretite e illegali nella Procura di Roma, un mese prima dell'arresto del quasi ex sostituto procuratore Roberto Staffa (allegati 14); è lo stesso Magistrato che ha denunciato al paese l'uso sistematico e strategico delle attività pedofile in vari comparti; l'uso deviato del sostegno sociale originario nei confronti della magistratura, in un contesto di inversione del ruolo di legalità e tutela dei diritti ad opera della giurisdizione, e che ha, tra l'altro: 1. indicato unitamente al GIP di Teramo Dott. Cirillo le attività deviate ed estreme nella caserma femminile di Ascoli Piceno, fatti sfociati nel rinvio a giudizio militare di dieci tra ufficiali e sottoufficiali (allegato 15); 2. già indicato e denunciato il clamoroso fatto del Forteto, comunità giovanile nel cuore della Toscana, il Mugello, anche questa gnostica e caratterizzata da violenze sistematiche e strutturate su minori e pedofilia, o efebofilia “ideologicamente” supportata (allegato 16); 3. E' lo stesso Magistrato che ha subito il taglio della gomma come attentato non andato a buon fine insieme alla compagna Dott.ssa Patrizia Foiani (allegato17) e una serie di fatti oggetto di innumerevoli esposti, verbalizzazioni e memorie depositate da terza persona, testimone diretta (Vedi faldone in allegato sopra).
È, infine, il cittadino Dott. Paolo Ferraro, il quale, secondo “protocollo denunciato” ex ante, si è trovato a dover prendere atto della goffa reiterazione di attività in suo danno mediante una artefatta consulenza di CTU sui rapporti tra il Dott. Ferraro e le sue figlie minori, nell’ambito del procedimento di divorzio; consulenza provvisoriamente anticipata e poi subito ritrattata dalla Dott.ssa Adele Marando, non psicologa, non psichiatra, non psicanalista, abilitata all'esercizio della sola psicoterapia ma debitamente iscritta all'Ordine Militare dei Cavalieri di Malta (allegato 18). La assoluta artata “ingegnerizzazione” della consulenza è emersa già – incredibile ma vero – mediante totale estromissione della compagna convivente del Dott. Paolo Ferraro; violazione dell'incarico di valutarne, con incontri diretti congiunti, il rapporto con le figlie minori (incontri programmati dalla C.T.U., ma dalla stessa mai convocati, sebbene più volte sollecitata in tal senso dalla scrivente difesa); e nascondimento della certamente alterate, manipolatorie e violente dichiarazioni della moglie separata.
Silvia Canali, avvocato che lavora in sintonia con i vertici della Magistratura romana (cfr. registrazione audio della Pasquetta del 2011, conversazione tra presenti, DVD ALLEGATO), in ordine alle cui “preferenze” e attività personali – es. la relazione extraconiugale dalla stessa intrapresa, appena quattro mesi dopo le nozze con il Dott. Ferraro (2006), con un ragazzo rumeno di 15 anni più giovane, tal Manuel Grigore, pornoattore e gigolò, come da annunci ancora oggi reperibili in rete – il Dott. Ferraro, ben sapendo con chi aveva a che fare, si fece autorizzare ex ante, 2007, il deposito delle prove – indicata come l'organizzatrice e concorrente materiale del sequestro ordito a danno del Dott. Ferraro nel maggio 2009.
L’elenco e l’analisi dei fatti scanditi e concatenati, secondo movente criminale evidente, che non possono essere qui più analiticamente e capillarmente illustrati (ma tutti ricavabili da lettura dei due faldoni depositati), non possono che indurre codesto Giudice Tutelare a rigettare de plano ed immediatamente la “istanza”, ma altresì a trasmettere tutti gli atti alla Procura funzionalmente competente, tale varia e diversificata essendo la congerie di fatti di rilievo penale emersi, anche per tabulas.
Valuterà – se mai ne fosse il caso – il Giudice, le ennesime consulenze ulteriormente depositate in data odierna ; verificherà la trasmissione che indica al paese una porzione delle denunce pubbliche del Dott. Ferraro (video numero in allegato dvd), e, se lo riterrà, risponderà alla seguente domanda:
A che serve chiedere la nomina di un “amministratore di sostegno” a chi ha denunciato attività criminali militari, con relazioni tra apparati, una piccola ma pericolosa cordata di magistrati, e collegamenti con vertici politici? Indicando datazione e provenienza delle attività, la loro finalizzazione e fornendo copiose prove, oltre che un quadro indiziario estremamente solido?
A che serve tentare di distruggere una carriera politica e intellettuale, ed ancor più incaponirsi nella “speranza” di distruggere la credibilità ed il portato delle denunce e prove fornite dal medesimo su fatti di inquietante rilievo nazionale, quando ormai emersi sono oggetto dell’attenzione generale?
Parimenti, deve ritenersi non estranea alle finalità della presente iniziativa, la volontà di tentare di bloccare il procedimento per divorzio, attualmente pendente – in riserva, dal 29 gennaio scorso – innanzi al Presidente f.f. Dott. Vittorio Contento (R.G. 60638/2011). E nell'interesse di chi ?!?!
“Forse” questa velocissima richiesta di nomina di Amministratore di sostegno serve anche, incidentalmente, a bloccare o condizionare l’esito di un prevedibile e imminente deposito di ricorso al TAR contro la delibera di dispensa del CSM? (Decreto del Ministro notificato a Paolo Ferraro il 7 Febbraio 2013 u.s., conseguente a Parere espresso in merito dal CSM in data 7 Dicembre 2012).
E ancora, “forse” questa velocissima richiesta di nomina di Amministratore di sostegno serve ad impedire a Paolo Ferraro l’esercizio dei suoi diritti fondamentali e inalienabili, garantitigli dalla Costituzione, interferendo con la necessaria autonomia patrimoniale e decisionale di vita, ed è mirata infine a ledere la integrità intellettuale e mentale di un uomo quale Paolo Ferraro, con strumenti anche farmacologici violenti, da regime totalitario (guarda caso la deriva devastante e nascosta denunciata e provata sempre dallo stesso Paolo Ferraro)?
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Il ricorso depositato dalla Procura di Roma esordisce con una macroscopica “inesattezza” , allorquando afferma che il Prof. Giovanni BattistaCamerini(stimato e valente pluricattedratico, uno dei tanti validi professionisti che hanno esaminato in maniera professionale ed indipendente il Dott. Ferraro, ripristinando la verità) avrebbe “prescritto ... periodici colloqui di sostegno intervallati da supporti farmacologici”, contro l'evidenza palmare di una certificazione priva di prescrizioni, che testualmente recita: “Il Dott. Ferraro Paolo presenta un funzionamento psicologico armonico e tale da non incidere sulle modalità di adattamento all'ambiente nonché immune da problematiche che incidono sulla qualità del processo secondario, dell'esame di realtà e del giudizio”( ALL. 4 suindicato).
Questo elemento, di per sé considerato, sarebbe sufficiente per dimostrare la mancanza di qualsiasi fondamento del ricorso tutto, che poggia su presupposti inesistenti e fallaci; tuttavia, si procederà oltre nella disamina del medesimo, onde evidenziarne le ulteriori insanabili falle. Se il Titanic affonda non è certo per merito solo nostro!
Anche il breve lasso di tempo trascorso tra la ricezione del provvedimento da parte del C.S.M. (18 dicembre 2012) e il deposito del ricorso per amministratore di sostegno da parte della Procura (21 dicembre 2012), come si è già rilevato, non manca di destare gravi sospetti sulla iniziativa della Procura, la quale evidentemente non ha provveduto o potuto provvedere alla disamina della documentazione tutta, allegata al fascicolo del C.S.M.; né per valutare se il provvedimento fosse impugnabile, e se fosse stato impugnato (come effettivamente è stato); né per valutare se fossero effettivamente ravvisabili gli estremi, nella fattispecie concreta, per richiedere un simile provvedimento.
Invero, un esame approfondito della questione avrebbe agevolmente consentito alla Procura di ravvisare l’esistenza in atti – sebbene inspiegabilmente mai menzionata dal C.S.M. – della copiosa documentazione depositata dal Dott. Ferraro, a totale smentita e confutazione delle asserzioni apodittiche e distorte del Dott. Cantelmi, il quale – è bene ricordarlo – ha artatamente stracciato la prima batteria dei tests sottoposti al Dott. Ferraro, non conformi ai propri teoremi, ed alla costruzione artefatta di una “diagnosi” in nulla rispondente alla realtà dei fatti e della persona del Dott. Ferraro.
Asserisce apoditticamente il Dott. Cantelmi, con affermazione richiamata dalla Procura nel ricorso introduttivo del presente giudizio, che il Dott. Ferraro avrebbe posto in essere negli ultimi anni una serie di condotte anche in ambito lavorativo “gravemente anomale”, “le quali comportano, allo stato degli atti e dell’istruttoria finora svolta, un grave pregiudizio per l’espletamento delle delicate funzioni requirenti in modo corretto, conveniente ed efficace……”.
Niente di più lontano dal vero!!!!
Come la Procura istante ben sa, il Dott. Ferraro ha sempre puntualmente e perfettamente portato a termine tutti gli incarichi affidatigli, ed i procedimenti assegnatigli; non solo non ha mai tenuto condotte “anomale” (???!? quali???!?) sul lavoro, ma – al contrario – ha fornito un contributo decisivo e determinante all’informatizzazione e all’automazione del lavoro nell’intera Procura di Roma, ideando programmi informatici che hanno realizzato un modulo di attività integralmente automatizzato (ATZ) che “sostituiva” la lavorazione procedimentale fornendo un prodotto finito a tutti i Magistrati, che si limitavano a “firmare” e verificare in fase di firma i vari provvedimenti (!!!!) .
A tacere di tutte le indagini clamorose e di rilevanza internazionale portate a termine brillantemente dal Dott. Paolo Ferraro.
Peraltro il Dott. Cantelmi non ha mai minimamente valutato la correttezza ed efficacia del lavoro del Dott. Ferraro; non ha mai visionato alcuno dei fascicoli del ruolo del Dott. Ferraro, non l’ha mai visto all’opera e non ha la più pallida idea di quale fosse il suo rendimento sul lavoro; e nulla sa né di come lavora, né di come e quanto ha contribuito alla organizzazione ed informatizzazione del lavoro di tutta la Procura di Roma!; forse non sa nemmeno come è organizzato e strutturato il lavoro di un sostituto Procuratore della Repubblica.
Non si comprende davvero come abbia potuto il Dott. Cantelmi, formulare una valutazione sull’attitudine professionale del Dott. Ferraro, alla luce di tutto quanto sopra esposto.
Il Dott. Ferraro è stato etichettato dal precitato C.T.U. come NONaffetto da un vero disturbo ma, incredibilmente, come affetto da “paranoia”, “atteggiamenti ossessivo – compulsivi” e “narcisismo” (per la cronaca, nelle ultime elezioni politiche il Dott. Ferraro è stato capolista al Senato per un noto Partito a diffusione nazionale; in merito, a titolo solo esemplificativo, si rimanda alla tribuna elettorale di TG Parlamento effettuata in data 12 Febbraio u.s. alle ore 17.00, andata in onda sul secondo canale Rai e visibile a tutt’oggi in rete, tribuna elettorale in cui appunto il Dott. Ferraro ha partecipato, in qualità di capolista al Senato): tutto completamente falso, perché chi sia Paolo Ferraro, oltre a saperlo le persone a lui care, la sua compagna e i suoi amici, ormai lo sa tutto il paese, e ovviamente le centinaia di persone che con lui collaborano, lavorano e dividono una attività di informazione preziosa per la nazione (Forse la richiesta di nomina di amministratore di sostegno nasce anche dall’esigenza di fermare l’impegno politico intellettuale di un uomo, il cittadino Paolo Ferraro?).
Come è ovvio, neanche una delle caratteristiche comportamentali di cui ai profili INVENTATI è rintracciabile nella condotta di vita di Paolo Ferraro, come ben può testimoniare la sua compagna, che da due anni e mezzo convive con lui, mentre l'opposto, INVENTATO, lo dicono i c.d. “alcuni parenti”, che non hanno più alcun rapporto con lui da anni.
Invero il Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, nel corso dell’audizione innanzi al plenum del C.S.M. del luglio 2010, “dovette” riferire (perché niente altro poteva dirsi) che “il Dott. Paolo Ferraro è un Magistrato preparato, attento, scrupoloso, molto affidabile. Ha sempre lavorato con attenzione, con scrupolo ed ha esaurito sempre bene i suoi compiti. Ho portato le statistiche comparate del 2009 e del 2010 che sono il periodo che interessa; insomma, lui lavora bene, esaurisce quello che gli si manda, e di lamentele, personalmente, non ne ho. Dopo un periodo di assenza per malattia è stato sempre presente in Ufficio, ha voluto continuare a fare i turni, le supplenze, le udienze; non è esonerato da niente”.
Sotto il profilo lavorativo, questa è l’unica valutazione corretta, fornita dal Capo dell’Ufficio, con il quale peraltro il Dott. Ferraro non aveva certo rapporti di “particolare” amicizia.
Nel dicembre 2011, è stato promosso Magistrato di Cassazione di 6° fascia, da parte dello stesso C.S.M. (!), innanzi al quale pendeva il procedimento per dispensa dal servizio.
Non crediamo davvero debba aggiungersi altro sul punto.
Vi è da chiedersi allora come abbia potuto il CSM non tenere conto, e perfino nascondere nelle motivazioni del provvedimento di dispensa, un certificato di struttura pubblica (ASL RM E) a firma di un Dirigente Responsabile, tempestivamente prodotto agli atti dell'organo istituzionale, sin dal Maggio 2011 (quando si tentava di punire e distruggere Paolo Ferraro per la analitica denuncia sporta a Perugia il 7 marzo 2011), che dichiara Paolo Ferraro non solo in perfetta salute fisica e psichica, ma altresì persona di doti intellettuali e capacità fuori dal comune (ALL 3 suindicato ).
Non può essere sottaciuta nemmeno la totale illegittimità delle attività cui è stato sottoposto il Dott. Ferraro nel maggio – giugno 2009; invero, non può essere sfuggito all’Ill.mo Giudice Tutelare aditoche la “proposta di T.S.O.” del 21 maggio 2009, a firma della Dott.ssa Anna Di Ninni (p. 74 della cartella clinica del Dott. Ferraro, solertemente richiesta dalla C.T.U.), non è basata su alcuna anamnesi, non è stata preceduta neppure dalla visita del “paziente” (?) e non indica la impossibilità di alternative al trattamento obbligatorio; nella stessa nonvi è traccia né degli “interventi terapeutici” cui avrebbe dovuto assoggettarsi il Dott. Ferraro; né della indicazione del preteso “rifiuto” del medesimo di assoggettarvisi; né della indicazione dell’assenza delle condizioni e delle circostanze che consentono di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie alternative(in palese violazione degli artt. 33 e 34 della legge 23/12/1978 n. 833): in buona sostanza, la stessa è affetta da difetto assoluto di motivazione, oltre che da carenza di requisiti formali e sostanziali.
E non potrebbe che essere così, posto che la Dott.ssa Anna Di Ninni NON conosce e non conosceva il Dott. Ferraro, NON l’ha mai visitato, NON sa NULLA della sua storia, e si è semplicemente prestata a dare un mera parvenza formale di legalità ad un atto “organizzato“ illegittimo e privo finanche dei requisiti essenziali richiesti dalla legge per venire ad esistenza.
Le deduzioni concatenate dalla Procura nel ricorso introduttivo, tese a “dimostrare” la necessità della nomina di un amministratore di sostegno per il Dott. Ferraro, sono non solo del tutto fallaci, infondate, prive di riscontro, ma rivelano scopi finalità ed obiettivi di colui che ebbe a stendere o indicare nei contenuti la bozza del provvedimento. Ed è nostra esperienza diretta e provata che, di norma, in un ufficio complesso non è la stessa persona che sottoscrive l'atto, assumendosene la responsabilità, magari TRATTO IN INGANNO.
Le riportiamo per comodità di lettura:tale paziente trovasi al momento in uno stato di fragilità psichica tale da ravvisare la necessità di interventi di sostegno idonei a garantirgli adeguata protezione”; dichiarava quindi di ritenere opportuno la nomina di un amministratore di sostegno “a favore del Dott. Paolo Ferraro”, specificando che “tale misura, in ragione della sua flessibilità, costituisce strumento idoneo a sopperire, per quanto possibile, a tutte le carenze di una persona che per qualsiasi ragione – infermità o altra menomazione – si trovi nella impossibilità di provvedere ai propri interessi, rappresentando per la stessa una garanzia a tutela di interventi di sostegno temporaneo o permanente in relazione alla carenza totale o parziale di autonomia che può verificarsi nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana”.
Orbene, quali sarebbero le carenze del Dott. Ferraro?
In base a cosa ritiene la Procura che egli si troverebbe nella impossibilità di provvedere ai propri interessi?
Perché fa riferimento alla carenza totale o parziale di autonomia che può verificarsi nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana?
Non vi è neanche un accenno di motivazione a sostegno delle apodittiche – quanto gravissimamente infondate – asserzioni della Procura!!!!
Il Dott. Ferraro non solo è in grado di provvedere ai propri interessi, ma – ahimè – provvede anche a quelli di almeno altre 7 persone; si allude ai cinque figli, dei quali i primi tre – ampiamente maggiorenni (il primogenito è trentenne!) – continuano a percepire un contributo al mantenimento dal padre, oltre ad un contributo per le loro spese straordinarie, per il tramite della madre (il Dott. Ferraro è indipendente dall’età di 20anni, e non ha mai più chiesto un centesimo ai genitori dopo il raggiungimento dell’indipendenza!; anzi, a voler essere precisi, è stato vincitore di borse di studio e premi sin dalle elementari!); così è anche per le due figlie minori; così è, indirettamente, per le due ex mogli, la prima delle quali, comproprietaria della casa coniugale al 50%, continua a disporre della medesima, percependo la metà delle spese straordinarie dal Dott. Ferraro; la seconda a sua volta vive nella casa coniugale, di proprietà esclusiva del Dott. Ferraro (che ne sopporta integralmente il mutuo), ove la stessa ha portato prima il pornoattore e gigolò rumeno Manuel Grigore, e poi il Maggiore dei R.O.S. Andrea Raffaelli, unitamente alla di lui figlia, quando è tenuta dal padre (per stessa ammissione delle bambine, Elena e Gaia Ferraro): anch’essi, quindi, di fatto beneficiari dei sacrifici e del duro lavoro del Dott. Ferraro!!!!
Simili gravissime carenze dell’impianto della Procura impediscono un reale ed effettivo contraddittorio, ponendo questa difesa nell’impossibilità di replicare a tali affermazioni, se non per rilevarne – per l’appunto – l’apoditticità e l’infondatezza, e la totale carenza di prove ma persino di substrato logico accettabile.
Si chiede pertanto al Giudice tutelare adito di respingere con decisione, anche per questi motivi, l’istanza della Procura.
SUI RAPPORTI DEL DOTT. FERRARO CON LA PROPRIA COMPAGNA E CON I PROPRI FAMILIARI
Nel ricorso della Procura si legge un riferimento “nell’ambito delle diverse attività cliniche e diagnostiche svolte si è potuto comunque osservare che i tratti paranoidei ed ossessivi di detta persona possono essere legati oltre che a scompenso psicotico anche a numerose conflittualità familiari e ambientali, nonché ad eventi lavorativi stressanti”.
Fermo quanto sopra dedotto in merito al preteso “scompenso psicotico”, che sussiste unicamente nella fantasia di chi lo asserisce, si precisa quanto segue – e per quanto possa occorrere, in questa sede – in merito ai rapporti del Dott. Ferraro con la propria compagna e con i propri parenti.
Il Dott. Ferraro convive stabilmente, da ormai oltre due anni, con la Dott.ssa Patrizia Foiani, alla quale è legato da un rapporto di amore, oltre che di rispetto e di lealtà; si è inserito senza problemi nel nucleo familiare della Dott.ssa Foiani (divorziata dal Sig. Paolo Boraschi, con il quale tuttavia ha buoni rapporti), e va d’accordo con i di lei figli, Marco e Diego Luca Boraschi.
Conduce, con lei, con una normale vita affettiva e sociale; conservano in casa documentazione fotografica del loro ultimo viaggio a Milano, dalla famiglia di origine della Dott.ssa Foiani, tutti insieme, allegramente, in modo spensierato.
La Dott.ssa Foiani affianca il Dott. Ferraro dal 2010 nell’annosa vicenda che è culminata con il provvedimento del C.S.M. del 6 dicembre u.s.; ha potuto constatare personalmente – e purtroppo, ha anche in parte vissuto e sinanche patito personalmente – tutte le angherie cui è stato assoggettato il Dott. Ferraro; le telefonate minatorie pervenute a tutte le ore del giorno e della notte (come quando una persona ha telefonato chiedendo di parlare con “Paolo Adinolfi”, con un evidente riferimento al magistrato misteriosamente scomparso nel nulla negli anni ’90, Mario Adinolfi); le scritte minatorie comparse sul citofono; era presente sul camper quando questo è sbandato a causa della ruota squarciata con due tagli netti (cfr. fotografie allegate); è stata a fianco del Dott. Ferraro in ogni tappa di questa allucinante vicenda, senza mai fargli mancare il proprio sostegno.
E continua, a tutt’oggi, a sostenerlo appassionatamente e indefessamente; non si piega di fronte alle minacce ed intimidazioni di cui è costantemente bersaglio il Dott. Ferraro; né, tanto meno, di fronte alle continue angherie poste in essere nei suoi confronti dalla Sig.ra Silvia Canali, allorquando impedisce al Dott. Ferraro di vedere le bambine nei giorni e nei fine settimana di sua spettanza, o quando chiama minacciosa.
Sul punto, si rimanda a quando dalla stessa Dott.ssa Foiani dedotto e testimoniato, con lettera al Giudice Tutelare e con tutta la documentazione allegata, già consegnata in copia anche alla Procura di Roma (che ha già recapitato missiva e documenti alla Dott.ssa Loy, delegata).
I suoi rapporti con le figlie minori, Elena e Gaia Ferraro, sono – o meglio, sarebbero stati – buoni; se non fosse che sono stati costantemente e gravemente ostacolati dalla di loro madre, Silvia Canali, la quale ha sistematicamente impedito al padre di incontrare le proprie figlie, e di prenderle con sé nei periodi che gli spettano, in forza di verbale di separazione consensuale dell’aprile 2007.
Le rare volte che riusciva a vedere le figlie, generalmente il mercoledì pomeriggio – perché la Canali NON gli consentiva di prendere le bambine a weekends alternati – poteva trascorrere dei momenti sereni con le stesse, che purtroppo non andavano oltre ai pranzi, alle cene, alle passeggiate; dal 2011 infatti, al Dott. Ferraro viene impedito di prendere con sé le figlie per potarsele in vacanza, nel periodo che gli spetterebbe, cioè dalla fine di giugno alla metà di luglio, mentre dal maggio 2012 in crescendo la Canali Silvia ha impedito praticamente ogni contatto con le bambine, salvo chiedere al Dott. Ferraro di accompagnarle dal dentista (?!).
I suoi rapporti con i figli del primo matrimoniosi sono diradati nel tempo; il Dott. Ferraro sentiva occasionalmente il figlio primogenito Francesco, oggi trentenne, e assiduamente la terzogenita Federica, oggi ventitreenne; il secondogenito Fabrizio ha viceversa manifestato negli ultimi due anni gravi ostilità nei confronti del padre; non lo chiama mai, neanche per gli auguri di Natale o per il compleanno; si è laureato di recente, e non ha voluto il padre alla sua festa di laurea; vi è poi l'episodio del passato meno recente, decisamente grave: Fabrizio Ferraro, dopo essere stato trattato in svariate sedute terapeutiche con la sorella Federica e Simonetta e Marco Ferraro, dall'ipnoterapeuta, psicologo e psichiatra Luigi Cancrini, si è prestato persino a fare da complice nel contesto operativo del sequestro del maggio 2009, ordito per impedire che il Dott. Paolo Ferraro denunciasse a Perugia i fatti sino ad allora accertati.
In quel giorno, 21 maggio 2009 (e i rapporti e le richieste di soggetto della Procura sono ben delineati nel MEMORIALE prodotto), la Sig.ra Silvia Canali, moglie separata del Dott. Ferraro, aveva contribuito a realizzare la trappola tesagli in occasione del finto T.S.O, proposto da tal (sconosciuta al Dott. Ferraro!) Dott.ssa Anna Di Ninni; più precisamente, la Sig.ra Canali aveva ripetutamente organizzato un incontro, da sola con il Dott. Ferraro, e Fabrizio Ferraro aveva partecipato all'ingresso di vari soggetti nella abitazione del Dott. Ferraro, comparendo poi anche Marco e Simonetta Ferraro a delitto compiuto (come ben possono testimoniare i vicini di casa, che hanno assistito a tutta la scena). TUTTO ineluttabilmente e precisamente ricostruito nel MEMORIALE allegato alla denuncia – querela sporta dal Dott. Ferraro, e generato dall’impellente necessità di impedire che Paolo Ferraro depositasse la denuncia sui fatti da lui accertati sino ad allora.
Non solo.
Il Dott. Ferraro ha appreso di recente, del tutto casualmente, che Fabrizio Ferraro dopo la laurea in Legge ha intrapreso la pratica professionale, collocato come tirocinante presso lo studio della seconda moglie del padre, Silvia Canali, con la quale aveva stretto il sodalizio in occasione (o forse prima!) del sequestro di persona ordito in danno sempre del padre, al quale ha partecipato attivamente (cfr. screenshot del Registro dei Praticanti Avvocati, disponibile sul sito dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dal quale risulta che la domina del praticante Fabrizio Ferraro è l’Avv. Silvia Canali, con studio in Roma, via Simone de Saint Bon 89).( ALL 20 bis)
Fabrizio Ferraro è perfettamente al corrente del rapporto conflittuale tra la Sig.ra Canali e il Dott. Ferraro, causato dalle continue angherie della prima nei confronti del secondo, che a loro volta sono state inquadrate nel più ampio contesto criminale mediante il puntuale atto redatto in sede di replica a comparsa di costituzione nell'ambito della causa di divorzio “pacificamente” introdotta inizialmente dal Dott. Ferraro.
Si precisa, ad ogni buon fine, che il Dott. Ferraro continua a versare un contributo al mantenimento di tutti e tre i figli del primo matrimonio, nella misura di Euro 1.000,00 mensili circa, oltre alla metà delle spese straordinarie relative ai medesimi, nonché alla metà delle spese straordinarie relative all’immobile in Via Michelangelo Tilli 57, int. 7, ove gli stessi convivono con la madre, Daniela Plocco, assegnataria del medesimo; immobile di cui il Dott. Ferraro è comproprietario al 50%, insieme a quest’ultima.
I suoi rapporti con i genitori, Gino Ferraro ed Enza Rosano, sono talvolta cordiali, talvolta conflittuali, come spesso accade nelle famiglie; i contatti telefonici sono piuttosto frequenti, e caratterizzati da telefonate lunghe; il Dott. Ferraro vede talvolta i suoi genitori, per lo più in occasione delle feste comandate e dei compleanni.
Invero il Sig. Gino Ferraro, travolto un poco dall'ordito ma consapevole della portata e degli antefatti, si è più volte chiuso ma altre aperto con il figlio Paolo, specie quando gli ha fornito il proprio Diario, in originale, ove aveva annotato scrupolosamente molti fatti e circostanze di interesse per il Dott. Ferraro, quali es. il coinvolgimento dello Psichiatra Luigi Cancrini nel trattamento di alcuni parenti, a cura e spese dell’Avv. Marco Ferraro, fratello del Dott. Paolo Ferraro (cfr. all. 19), fotocopia del diario del Sig. Gino Ferraro, nella pagina in cui fa riferimento all'intervento del Dott. Luigi Cancrini; (Allegato 19) e lettera degli Avvocati Gianantonio Minghelli, Domenico Dello Monaco e Antonella Rustico al Sig. Gino Ferraro, con richiesta di spiegazioni in merito alle asserzioni contenute nel diario e lucida analisi del valore confessorio dello stesso); o ancora, quando con lettera dell’agosto 2008, ( ALL 20 ) si è sfogato con i propri figli, Marco Ferraro e Paolo Ferraro, sul comportamento della figlia, Simonetta Ferraro, del di lei marito, Gianni Nicolosi, e dei loro due figli, ospiti a casa del Sig. Gino Ferraro a Camerota, denunciandone il comportamento improntato a somma maleducazione, invadenza, cattiveria, ai limiti del codice penale; si fa riferimento in particolare alla descrizione di una serata nel corso della quale i Sigg.ri Gino Ferraro ed Enza Rosano, nell’autovettura condotta dal genero Nicolosi, presente in macchina la figlia Simonetta Ferraro, venivano apostrofati dal con parole irripetibili: “ma chi crede di essere, Lei è una merda, non è nessuno, mi fa schifo, tutta la sua famiglia mi fa schifo, siete una manica di matti, anche il padre di Silvia lo dice, Lei va solo dove c’è da prendere, io non voglio più vedere nessuno a casa mia, mi fate schifo!!!!”, mentre la figlia Simonetta tace e il nipote Gabriele da pugni alla nonna (!!!!), e quindi fermava la macchina, faceva scendere i suoceri e li abbandonava – letteralmente – “soli in mezzo alla strada; mamma è sconvolta e si allontana in direzione opposta, io debbo pensare essendo sera a come ritornare subito a casa (Camerota) con altro mezzo da procurare”, su una strada statale, in piena notte!!!!!! (cfr. All. 20 ), lettera di Gino Ferraro a Paolo Ferraro e a Marco Ferraro dell’agosto 2008, in cui ha denunciato i comportamenti gravi del genero e della figlia qui descritti).
Nella stessa occasione, il genero, Gianni Nicolosi, asseriva che il padre di Silvia (Canali, coniuge divorziando del Dott. Ferraro, n.d.r.) avrebbe affermato che la famiglia del Dott. Ferraro è “una manica di matti”. Non pare davvero doversi aggiungere null’altro sul punto.
Quanto ai fratelli, Marco Ferraroe Simonetta Ferraro, ed alle rispettive famiglie, vi è da dire che il Dott. Ferraro non li frequenta e non li vede da tempo, anche alla luce della ostilità più volte dagli stessi manifestata nei confronti del Dott. Ferraro; tale ostilità è stata purtroppo consacrata nelle dichiarazioni rilasciate dagli stessi ai sanitari dell’Ospedale S. Andrea di Roma nel maggio 2009, in occasione del sequestro di persona (mascherato da proposta di T.S.O.) subito dal Dott. Ferraro, che rappresentano null’altro se non una lunga serie di affermazioni gravemente offensive e diffamatorie nei suoi riguardi, che possono essere lette nelle prime pagine della c.d. “cartella clinica” dell’Ospedale Sant’Andrea (prodotta dalla Procura in allegato al ricorso); si allude, in particolare, alle allucinate affermazioni riferite ad alcuni "parenti" (Simonetta Ferraro e Marco Ferraro, per l’appunto), oggetto di invenzioni di sana pianta, affatto distorte e fuorvianti, e incredibilmente riportate come “anamnesi” (!); la totale falsificazione della anamnesi è ricavabile passo dopo passo da una semplice verifica che può volta per volta essere anche pubblicamente attivata.
Ad esempio, la asserzione "incredibile" "figlio non tanto desiderato e voluto" riferita a Francesco è frutto di una folle falsità: Francesco fu generato, voluto intenzionalmente dal Dott. Ferraro e dalla sua prima moglie, mentre si trovavano in vacanza in Sardegna; la sua nascita ha riempito di gioia la mamma e il papà.
La asserzione "a cui segue un periodo di deflessione umorale", riferita al periodo dall'Aprile 1983 a tutti gli anni a seguire, è PURA MENDACIA, invenzione malata e strutturata.
E ovviamente forse messa a conoscenza di suo figlio Francesco, ignaro o forse no di chi agiti acque torbide e malate.
Il Dott. Ferraro, alle stelle per essere giunto alla meta importante di Magistrato, avrà anni di impegno, vivaci, sereni, estremamente gratificanti e pubblicamente confermabili da CENTINAIA di persone, tra cui tutti i Magistrati dl proprio corso, tutti i Magistrati romani, gli amici ed i conoscenti.
E' ovviamente falso che "vince successivamente il concorso" (!). Il Dott. Ferraro è passato agli orali del concorso in Magistratura nel 1983, poco meno di un mese prima della nascita del figlio Francesco, profondamente amato.
E' letteralmente falso che lui si sentisse "perseguitato da un cancelliere a Terni" (!!!!). E' invece vero che il Dott. Lombardini, all'epoca vivente, pose in essere una serie di condotte aggressive nei confronti del Dott. Ferraro, per “inimicizia politica e motivo personale”, e tali da richiedere l'intervento dell'allora Pretore Capo di Terni, che intimò la cessazione delle predette condotte, e fu sul punto di trasferire motivatamente il detto Cancelliere.
Dopo il suo arrivo a Roma, il Dott. Ferraro tornando a Terni, invitato dal Foro per una festa, apprese le ragioni del tutto personali e di "gelosia" del detto Lombardini, riferitegli ridancianamente da più Avvocati.
Quale sia la stima del Foro di Terni e l'immagine lasciata dal Dott. Ferraro è pubblicamente noto, come sono noti i pareri ECCEZIONALI formulati sulla sua persona.
E' falso e letteralmente inventato che alla fine del rapporto con la prima moglie, nel Novembre 1993, il Dott. Ferraro ebbe "deliri di gelosia" .
E' vero invece che il rapporto, andato in crisi nell'aprile/maggio 1992, si concluse nel detto periodo e che si ruppe una solida passata esperienza di dialogo libero ed aperto.
Allora nel 1992 il Dott. Paolo Ferraro era addetto alla Presidenza della Corte Costituzionale, membro del (prestigioso) Consiglio Giudiziario della Corte d'Appello di Roma; migliore, più o meno, Magistrato della Procura Circondariale di Roma, a pieno ruolo, e motore impegnato di un settore associato della Magistratura.
Nel maggio del 1992entròin crisi il rapporto con la prima moglie, che si era ricostituito dal 1990 in modo gratificante; la crisi fu dovuta a fattori esterni, sempre oggetto di allusione ma mai concretamente specificati dalla Daniela Plocco.
Il Dott. Ferraro non ha mai accusato la sua prima ex moglie di nulla che avesse a che fare con "filmini pornografici" (?!), né prima né dopo la crisi coniugale.
Egli interruppe ogni rapporto con la detta nel novembre 1993.
E' vero piuttosto che sua sorella, in sintonia con suo fratello (il Dott. Ferraro non era a conoscenza di questa intesa, di cui apprese in un momento successivo), nel maggio 1992, gli suggerì di andare a parlare con il personale di una struttura allora esistente in via Cimone a Roma.
Egli aderì, ma aveva forti perplessità; parlò della crisi di coppia, e l'addetto ai colloqui per le crisi di coppia gli disse letteralmente "questa è solo una normale crisi coniugale, e non abbiamo bisogno di alcun prosieguo".
Incredibile la indicazione "conobbe allora (nel 1995) la futura seconda moglie che aveva già due figli (???!?)": una pura idiozia!!!!
Silvia Canali, letteralmente “mandatagli” dalla Segreteria del Procuratore Capo quale praticante Vice Procuratore Onorario, era ahimè altra persona, ed in ben altra situazione.
SIAMO ORA SUL GROTTESCO. "Denunciò la seconda moglie per ninfomania" (???!?).
La sua denuncia per abbandono di minori ed il successivo esposto per aggressione fisica subita, entrambi del 2006, sono acquisibili, ed il secondo è già depositato agli atti.
Non si commenta poi la ignominia ulteriore della "relazione" "anamnestica" (sic).
E' difatti completamente falso, inventato e artatamente indicato, che nel 2006 tentò di tornare con la seconda moglie (???!?), e "follemente inventato" che ebbe una “deflessione dell'umore”.
Dopo un mese e 10 giorni di vacanza ("VACANZA") in camper al mare, tornato a Roma affittò subito (dal settembre del 2006) una nuova abitazione, rimanendo a casa dei suoi genitori solo nella seconda metà dell'agosto del 2006 e i primi giorni di settembre.
False anche le circostanze e le date del suo secondo matrimonio e della separazione dalla seconda moglie (!!!!).
Il Dott. Ferraro si è sposato il 5 gennaio del 2006; nel giugno 2006, dopo mesi di osservazione di gravi e anomali comportamenti della moglie, che andavano ben oltre la relazione o la scappatella, decise di conferire incarico ad un’agenzia investigativa privata (Tony Ponzi) di indagare sulla moglie; l’Agenzia incaricata ha effettivamente documentato, con fotografie e con filmati, una relazione extraconiugale della Sig.ra Canali con un signore rumeno di 15 anni più giovane, tale Manuel Grigore (poi rivelatosi essere un attore hard ed un gigolò); la relazione dell’Agenzia Investigativa è agli atti del giudizio (cfr. anche il DVD allegato al fascicolo del Dott. Ferraro): il Dott. Ferraro non ha mai quindi, come calunniosamente affermato dai Sigg.ri Marco Ferraro e Simonetta Ferraro, fatto ricorso alla P.G. per indagare sulle infedeltà della moglie!!!!
Ma il tutto è depositato, ivi compresa la dichiarazione della Canali che lo autorizzava a depositare ed utilizzare quanto in suo possesso a scopo difensivo.
Tutta la vicenda dal 2007 è falsa, grottescamente caricaturata e letteralmente illogica.
Ovviamente è assolutamente falso che il Dott. Ferraro abbia speso e si sia ridicolmente orientato ad attività illegalmente finalizzate (come è agevole intuire).
Inoltre nulla di ciò che è stato inventato, riferito al periodo 2008 e 2009, è neanche simile alla realtà.
In quel periodo il Dott. Ferraro lavorava regolarmente e lavorava più che bene; vi è a tale riguardo una inequivoca dichiarazione del Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, resa nel luglio del 2010 e riportata in delibera dal Consiglio Superiore della Magistratura (cfr. documento reperibile in rete all’indirizzohttps://docs.google.com/file/d/0B7srLT3vW5caa3gzaGY1c0NMRU0/edit, p. 39,penultimo paragrafo, ove si dichiara testualmente che il Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, riferiva che “il Dott. Paolo Ferraro è un Magistrato preparato, attento, scrupoloso, molto affidabile. Ha sempre lavorato con attenzione, con scrupolo ed ha esaurito sempre bene i suoi compiti. Ho portato le statistiche comparate del 2009 e del 2010 che sono il periodo che interessa; insomma, lui lavora bene, esaurisce quello che gli si manda, e di lamentele, personalmente, non ne ho. Dopo un periodo di assenza per malattia è stato sempre presente in Ufficio, ha voluto continuare a fare i turni, le supplenze, le udienze; non è esonerato da niente”.
A ciò si aggiungono le dichiarazioni scritte del Personale della Procura, che lo ha da anni sempre affiancato con profonda stima (cfr. all. 21).
Si tratta, pertanto, di una allucinante manovra tesa a creare l’immagine di un – inesistente!!!! – soggetto bipolare depresso, affetto da megalomania e spendaccioneria che agisce illegalmente usando del suo ruolo (!!!!).
Naturalmente, il Dott. Ferraro ha assunto tutte le iniziative necessarie a tutelare la propria immagine e la propria rispettabilità in relazione all’opera diffamatoria e denigratoria posta in essere nei suoi riguardi da parte dei suoi fratelli.
Viene sottaciuta la sua felice vita privata dal Settembre 2006, benché agli stessi nota.
Viene sottaciuto che già nell'agosto del 2006 frequentava una donna ingegnere, conosciuta al mare in presenza di testimoni interessati a nascondere la precisa circostanza.
Viene “falsificata” la circostanza che lui andò a vivere nel 2007 nella Cecchignola.
Egli infatti viveva in via Monti della Valchetta dal Maggio del 2007, dopo un cambio di abitazione, e vi rimase sino al Maggio 2008.
Agghiacciante la “malata” narrazione del rifiuto, della "esibizione di performances sessuali" e altre idiozie.
La notte di Natale del 2007, invitato a cena da suo fratello a casa di lui, insieme ai suoi genitori, ricevette un regalo particolare dalla allora compagna Sabrina Ragucci, che era immortalata anche sul suo cellulare, in foto normali: un album con le più importanti foto della sua vita con dedica, ed egli semplicemente mostrò alcune foto della donna agli astanti, anche a suo fratello ed alla di lui moglie, perché intendeva notiziare dell'incontro i familiari, e le foto, assolutamente non spiacevoli né volgari, ottennero a distanza di due giorni l'effetto appresso specificato.
E' vero che dopo tre giorni il fratello lo chiamò sul cellulare, in uno stato di delirio malato, piangente e con voce lenta e soffocata, patologica, come se non avesse sopportato la vicenda e il fatto che il Dott. Ferraro stesse benissimo.
Ovviamente non sapendo che cosa stesse accadendo intorno a lui. E sempre sereno.
E' vero che egli telefonò il giorno dopo e, rispondendo la moglie di suo fratello, le disse che non aveva più intenzione di farsi importunare con telefonate malate da suo fratello, ed è vero altresì che disse "sono un Magistrato e non intendo avere rapporti con chi, in un crollo psichico, mi ha confessato di possibili problemi e falsificazioni contabili, e di una vicenda a Torino con accesso della Guardia di Finanza. Digli di non farsi più sentire e di non azzardarsi a ledere o ad invadere patologicamente la mia vita". Parole testuali.
La falsificata e folle ricostruzione del dopo Novembre 2008 è contraddetta dal suo personale addetto alla Segreteria e da lui stesso (cfr. attestazioni del personale di Segreteria allegate).
Fu letteralmente accerchiato per aver scoperto non solo ciò che di grave e reso di dominio pubblico aveva scoperto, ma per paura che uscisse anche la vicenda a monte.
Tutto è – analiticamente, secondo verità e dati – descritto nel Memoriale pubblico.
All'epoca, abbandonata di corsa la casa della Cecchignola, dopo aver richiesto alla madre della Sig.ra Ragucci di sostituirne la serratura, fu suo fratello Marco Ferraro a curare, di sua iniziativa – ad insaputa del Dott. Paolo Ferraro, ed invadendo la sua sfera – il ritiro di scatoloni preparati con i suoi vestiti ed oggetti, ed egli segnalò, lievemente alterato, la assurdità della azione fatta, e che nelle registrazioni audio e da allusioni ricevute nel passato, poteva esservi un problema di traffici illeciti e di sostanze stupefacenti: altro che “vestiti contaminati” (VERGOGNA!!!!).
Ancora oggi, tramite audio immesso in rete, si sente del gruppo della Cecchignola che nel Novembre 2008 apre “pacchi” in un contesto inequivoco, e non era Natale.
La "relazione" del Dott. Ferracuti, una operazione immorale e delinquenziale, già svelata nel 2011, nasconde persino la circostanza che il Dott. Ferraro semplicemente allegò documenti, perizia fonica, dati e mail della Sig.ra Ragucci, spiegando la gravità della situazione in cui si trovavano lei e il di lei figlio.
In rete sono presenti decine di minuti di audio, didascalie e analisi, la banca dati del progetto MK ULTRA , brogliacci con audio linkato e molto altro.
Tutto in buona parte depositato anche in DVD.
Da tutta questa vicenda, e dall’operato dei Sigg.ri Marco Ferraro e Simonetta Ferraro, emerge: vergogna, attività delinquenziali, accerchiamento e distruzione falliti e responsabilità giuridiche, politiche e professionali; e colleganze, anche queste suscettibili di prova.
****************
Il Dott. Ferraro gestisce molteplici attività professionali, intellettuali e politiche, oltre a una fitta rete di relazioni culturali, anche organizzate da lui, ivi compresa una struttura di movimento con c.a. 2.550 persone; mentre con il CDD – UNIONE da lui creato, Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia, gestisce 25 blog con centinaia di migliaia di accessi, 7 canali video con più di sessanta conferenze e sue interviste a canali, e svariati gruppi di social networks.(All. 22 )Tutto riscontrabile minutamente (ivi comprese statistiche sul tutto), e FATTO NOTO (www.paoloferrarocddindex.blogspot.itper ogni ipotetico approfondimento ).
Le sue indiscusse qualità e capacità intellettuali gli sono valse ad oggi non meno di una dozzina di proposte di lavoro e di collaborazione professionale, in contesti professionali di portata anche internazionale.
Inutile dire che l’adozione di un provvedimento gravemente restrittivo come la nomina di un amministratore di sostegno, oltre ad essere aberrante, totalmente destituita di fondamento ed illegittima, verrebbe ad incidere ingiustamente anche sulla sua capacità lavorativa, sulla sua autonomia, sulla sua libertà, sulla sua stessa dignità. Ed è questa una mera constatazione, non una minaccia.
Valuti il Giudice tutelare, anche sotto questo profilo, la radicale infondatezza dell’iniziativa della Procura volta a tentare di annichilire la persona del Dott. Paolo Ferraro.
Per concludere, non manca di destare stupore che il Procuratore Capo della Repubblica di Roma abbia potuto sottoscrivere e depositare un simile atto, fallace nella descrizione dei fatti, nei sillogismi, nelle argomentazioni e nelle stesse conclusioni, le quali non solo dovranno essere respinte dall’Ill.mo Giudice Tutelare adito, con archiviazione e messa agli atti del ricorso e del fascicolo tutto, ma aprono lo scenario con prove e documenti a iosa di una congerie di reati a danno del Dott. Ferraro che obbligano il giudice alla trasmissione degli atti, dinanzi a fatti di reato supportati da indizi, indizi gravi, prove dirette ed indirette e quadro indiziario pienamente congruente.
Ogni e qualsiasi diversa conclusione del procedimento sarà necessariamente portata all’attenzione delle Istituzioni competenti, anche sovranazionali.
TUTTO CIÒ PREMESSO
Il Dott. Paolo Ferraro, così come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato, rassegna allo stato le seguenti
CONCLUSIONI
Piaccia all’Ill.mo Giudice Tutelare adito, disattesa ogni contraria domanda, istanza od eccezione,
accertare e dichiarare l’assoluta infondatezza ed illegittimità del ricorso introduttivo del presente giudizio, e delle conclusioni tutte rassegnate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma;
per l’effetto, respingere integralmente il ricorso introduttivo, disponendo archiviarsi la procedura, e mettersi agli atti il ricorso ed il fascicolo tutto, disponendo che copia integrale degli atti sia trasmessa alla autorità giudiziaria funzionalmente competente in ordina a tuti i reati ravvisabili in quanto supportati da elementi indiziari, elementi indiziari gravi e concordanti, fonti di prova indirette e fonti di prova dirette . e, quadro indiziario pienamente congruente
respingere, comunque ed in ogni caso, ogni e qualsiasi richiesta da chiunque avanzata nei confronti del Dott. Paolo Ferraro, nell’ambito del presente procedimento.
In via istruttoria, si offrono in comunicazione i seguenti documenti:
4 ter ) Faldone atti  depositati con memoria al tribunale civile, nell’ambito del procedimento per divorzio; cfr. anche registrazioni audio del 2011 in cui la Sig.ra Canali millanta non solo il dialogo diretto con il Procuratore Capo di Roma, Dott. Giovanni Ferrara, al fine di intimidire il Dott. Ferraro, ma vanta la concordata concatenazione cronologica di attività in danno del Dott. Ferraro, e l'averle organizzate e patteggiate con la “PROCURA” e allegate memorie esposto del 9 ottobre e 3 novembre 2012 al CSM
8)      DVD con i video di alcune delle conferenze effettuate dal Dott. Ferraro in tutto il paese;
12)   esposto – memoria al CSM in data 9 ottobre e 3 novembre 2012;
15)  Articoli di stampa on line su attività deviate ed estreme nella caserma femminile di Ascoli Piceno e sul rinvio a giudizio militare nel luglio 2012di dieci tra ufficiali e sottoufficiali ( si rammenti che il dott Ferraro fu sentito su tali circostanze dalla Procura di Teramo nel Novembre 2011 )
16)  Articoli di stampa on line sui clamorosi fatti del FORTETO comunità giovanile sul modulo della Jugendstadt , coperta da intellettuali magistrati e finanziata da banche , accertata come comunità gnostico in cui venivano effattuate pratiche di violenze ai minori e “ideologizzata “ la omosessualità e la bisessualità, come da  denuncia del Dott. Ferraro  in ordine alla diffusione sistematica di attività “ di casta “ nel mondo civile e militare coperte e collegate ad aree politico associative nascoste ( massonerie deviate )
17) Denuncia in data 30 aprile 2012 dell' incidente avuto con il camper dal dott. Paolo Ferraroe dalla dott.ssa Patrizia Foiani previo taglio della gomma destinato a far cedere la stessa durante il percorso con prevedibile ribaltamento del mezzo ( a velocità di crociera ) ;
Con riserva di ulteriore produzione documentale e di articolazione di richieste istruttorie, anche alla luce delle avverse richieste e deduzioni; con ogni più ampia riserva e con salvezza di ogni diritto, ragione e/o azione.
Ai sensi e per gli effetti di cui al D.L. 35/2005, convertito con modificazioni nella legge n. 80/2005, il sottoscritto Procuratore dichiara di voler ricevere gli avvisi di cui agli artt. 133, 134, 136 e 176 novellati c.p.c. al n. di fax 06/30361180, e all’indirizzo e – mail ….............. e all’indirizzo P.E.C. …........
Roma, 14 marzo 2013
Con profonda osservanza

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